Le forme dell’aggressività: comprendere per intervenire
Ziano di Fiemme 22-23-24 giugno 2026
Evento promosso dalla Cooperativa Sociale Le Rais in collaborazione con la Cooperativa il Minotauro (Milano)
Il convegno propone una formazione specialistica sul tema della violenza e dell’aggressività, fenomeni che nelle loro molteplici espressioni rappresentano oggi una delle sfide più complesse per i professionisti operanti nell’ambito della salute mentale e del sociale.
L’iniziativa intende offrire uno spazio di riflessione e confronto tra psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, neuropsichiatri, assistenti sociali e avvocati, su dinamiche che attraversano la nostra società e che si manifestano sia in età adolescenziale sia nel mondo adulto.
Nel corso delle tre giornate verranno approfonditi i temi della violenza eterodiretta (violenza di genere, dinamiche di mini‑gang e bande) e della violenza autodiretta (autolesionismo, suicidio), con particolare attenzione alle loro radici psicologiche, relazionali e culturali.
Attraverso i contributi di relatori di rilievo nazionale, il convegno si propone di offrire chiavi di lettura teorico‑cliniche e strumenti operativi utili alla pratica professionale.
Evento accreditato ECM per psicologi – 22,1 crediti ECM.
Info e iscrizioni: amministrazione@cooplerais.it
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martedì 23 giugno 2026 alle ore 20.30 al Cineteatro di Tesero
spettacolo teatrale aperto alla cittadinanza “BUNKER. Un viaggio nell’animo fragile” – ingresso € 5,00
Lo spettacolo “Bunker” rappresenta la concretizzazione teatrale di un progetto nato da un’idea del regista Michele Comite e dalla psicoterapeuta Giovanna Bronzini per sensibilizzare la comunità rispetto al tema dell’autolesionismo e della rinuncia alla vita da parte degli adolescenti.
Lo spettacolo è frutto di un laboratorio teatrale che ha dato voce al malessere dei ragazzi: sul palcoscenico i giovani studenti che hanno partecipato a tutte le fasi di creazione dello spettacolo, fin dalla ricerca iniziale sul tema. Il lavoro è sempre stato pensato da parte loro anche come un modo di sensibilizzare i coetanei sul rischio di trascurare il proprio dolore e come un invito a reagire e a chiedere aiuto.